Questo Manifesto nasce dalla preoccupazione per l’attuale ricomparsa di integralismi religiosi e ideologici, radicalismi etnici, nazionalismi sovranisti e identitari e nuove pulsioni totalitarie. Di fronte a questi fenomeni proponiamo di rilanciare una cultura laica e una pedagogia d’ispirazione laica. La nostra proposta si oppone a ogni forma d’integralismo, dogmatismo, intolleranza e totalitarismo; non nasce dunque contro una pedagogia di orientamento cristiano, con la quale intendiamo ricercare il dialogo e l’intesa per lo sviluppo dell’educazione e della democrazia. Il tratto fondamentale della laicità consiste nell’idea dell’autonomia reciproca tra le diverse sfere dell’attività umana, secondo una nota definizione di Abbagnano. Tali attività debbono potersi svolgere secondo propri intrinseci principi, anziché essere assoggettate a forze esterne. Se storicamente tale esigenza è sorta rispetto al rapporto tra la sfera statale e quella religiosa, oggi si pone soprattutto rispetto a ideologie e teologie politiche che tendono a comprimere l’autonomia (etica ed intellettuale) delle persone e della società civile. In questo senso, la laicità si esprime innanzitutto nel principio della libertà del pensiero. Libertà da impedimenti e imposizioni; libertà di critica e progettualità nel campo della ricerca e della discussione pubblica. Formuliamo questa nostra proposta (si veda la Nota finale) attraverso ventiquattro tesi argomentate in modo essenziale.

Il coordinatore generale: Massimo Baldacci

Il Manifesto della Pedagogia laica